LA VERITA’ DELLA RICERCA SUGLI UFO

L’ufologia non è una scienza ma è lo studio multidisciplinare di un fenomeno che, piaccia o no, si manifesta da almeno settant’anni nel nostro pianeta a tutte le latitudini e in tutti i continenti.A tutt’oggi il fenomeno rimane inspiegabile anche se, considerato il tutto, l’ipotesi più probabile, più verosimile e più ragionevole è quella extraterrestre.

I casi sono due: o milioni di persone in tutto il mondo credono di vedere in cielo fenomeni che non esistono ed allora il problema merita di essere studiato da un punto di vista socio-psicologico; oppure milioni di persone vedono effettivamente una realtà oggettiva che quindi merita di essere studiata.

A partire dai primi del ‘900 e fino agli anni ’40 del secolo scorso, vi furono numerosi avvistamenti in tutto il mondo ma poco documentati data la scarsa conoscenza del fenomeno. Dagli anni ’50 si diffuse la norma di raccogliere i dati e così i rapporti divennero più dettagliati.

Dal 1947 ai giorni nostri ci sono state un milione di segnalazioni in tutto il mondo, un quinto (200.000) provenienti da fonti istituzionali.

In Italia il Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica Militare ha 500 dossier sugli OVNI (Oggetti Volanti non Identificati).

Dal giorno in cui l’uomo d’affari Kenneth Arnold ne avvistò una formazione sul Monte Rainier, il 24 giugno 194, i così detti “dischi volanti” sono stati segnalati a più riprese in tutto il mondo. L’acronimo UFO (Unidentified Flying Object) Oggetto Volante non Identificato, coniato dall’USAF (United States Air Force) in luogo dell’allora usato “Flying Saucer”(piattino volante) in quanto poco corrispondente al linguaggio militare, indica oggi questo fenomeno persistente ed inspiegato. Un’alta percentuale delle segnalazioni di UFO può e deve, naturalmente, riportarsi a fenomeni ottici di rifrazioni o dovuti alla particolare ionizzazione dell’atmosfera, a palloni sonda meteorologici, a satelliti artificiali, a corpi celesti, a fulmini globulari, ad allucinazioni singole e collettive, a fenomeni di isterismo di massa ed altre manifestazioni variamente motivate. Ma le numerosi interpretazioni di ordine convenzionale non riescono, nel modo più assoluto, a fornire un chiarimento valido dell’imponente casistica registrata a tutt’oggi, che continua a sfidare ogni semplicistica spiegazione delle autorità competenti e lo scetticismo del pubblico. Le sue precise e costanti modalità di manifestazione sembrano oggi indicare come ci si trovi di fronte ad oggetti apparentemente controllati da intelligenze coscienti.

Troppe volte, infatti, gli UFO hanno abilmente eluso la caccia degli aerei militari che li hanno intercettati nei cieli di tutto il mondo. Di varie forme e dimensioni, segnalati isolati oppure in gruppo, con la possibilità di spostarsi a quote e con accelerazioni proibitive per i nostri più sofisticati velivoli ed in barba alle leggi dell’aerodinamica, interferendo all’occorrenza su qualsiasi apparato elettrico forse in virtù dell’azione stessa del loro sistema propulsivo, questi enigmatici ordigni sono stati avvistati da osservatori qualificati e da scienziati, rilevati dal radar, fotografati e filmati ripetutamente. Da dove provengono questi misteriosi “oggetti”, segnalati nello spazio esterno anche da astronauti americani e russi? Da altri mondi ? Questa affascinante ipotesi, viene valutata con attenzione da numerosi studiosi. La constatazione del manifestarsi della fenomenologia UFO nel passato, infine, getta sul tappeto tutta una serie di considerazioni storico-filosofiche e culturali che finiscono col riferirsi a questioni di ordine religioso ed esistenziale, relative alle stesse possibili origini extraterrestri della vita sulla Terra e della stessa umanità. Certi Dei dell’antichità erano astronauti alieni? A parte tali legittime ipotesi resta la realtà e la persistenza del fenomeno e l’evidenza della sua natura intelligente.

Sin dalla fine degli anni ’40 del secolo scorso, a partire dal luglio 1947 con il misterioso episodio di Roswell (NM) riferito alla caduta in Usa di un ordigno inizialmente definito”disco volante” dalle stesse autorità militari, è sorta dapprima una voce, ed il legittimo sospetto poi, che il governo americano, attraverso la CIA (Central Intelligence Agency) ed altri Enti governativi, occulti volutamente ogni dato relativo al fenomeno UFO. Tale “congiura del silenzio” di portata globale comporterebbe un’azione di “cover up”, ossia di sistematico insabbiamento dei dati e delle prove sul fenomeno, mirante ad una “copertura” del segreto di stato più gelosamente custodito a tutt’oggi: la possibile presenza nei cieli di tutto il mondo di rivoluzionari mezzi di provenienza extraterrestre. Tale prospettiva, se resa nota ad una opinione pubblica in buona parte impreparata a recepirla e dall’ottica ancora antropocentrica, avrebbe l’effetto dirompente di uno shock socio-culturale senza precedenti dalle valenze estremamente destabilizzanti. Il tutto innescherebbe processi collettivi (tensioni sociali, isterismo di massa, revisioni di valori di ogni tipo) incontrollabili. Da ciò la necessità del riserbo e del segreto da parte dei governi. Ma il pubblico e la comunità scientifica si pongono ormai il problema in termini sempre più attuali, frequenti e pressanti.

Oggi la questione ufologica, che più che mai esiste, resiste e persiste al di là di ogni superficiale spiegazione e smentita, va affrontata con crescente consapevolezza, nella scia delle dichiarazioni ufficiali già espresse da vari paesi europei al Canada, dal Giappone al Messico, dalla Nuova Zelanda al Sud America. L’inserimento su Internet degli Archivi Ufficiali sugli UFO dei governativi Centro Nazionale Studi Spaziali Francese e Ministero della Difesa Britannico costituisce il più significativo riconoscimento dell’importanza ed attualità della questione. E ciò al livello della Comunità Internazionale, come già l’interesse della UE e dell’ONU hanno dimostrato. In ogni caso la collaborazione internazionale fra gli ufologi (dall’Europa all’America Latina) e l’analisi dei casi pregressi con la loro comparazione si dimostra sempre di più la chiave determinante per la soluzione del problema. 

REFERENTI  DEL CUN NEL TRIVENETO :

Mirko Pellegrin – Coordinatore Interregionale Triveneto (Friuli V. G. -Trentino A. A. - Veneto)e .mail : mirko.pellegrin@gmail.com con delega per le province di: Venezia – Verona – Vicenza – Padova - Rovigo. Renzo Tomasella – Socio CUN – e. mail: renzo-thomas@libero.it Con delega per: Trentino A. A. (Bolzano - Trento) - Friuli V. G. (Udine - Pordenone - Trieste – Gorizia) e per le province di Belluno e Treviso.

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